5 scuse di chi smette di suonare

In questo articolo voglio mostrarti alcune delle scuse più comuni che molti (probabilmente anche tu, ma sicuramente anche io) batteristi o aspiranti tali, si sono trovati a pronunciare almeno una volta nella vita.

Scuse, nient’altro, e la cosa più curiosa è che spesso sono le stesse, sia che si voglia iniziare a suonare, sia che si voglia riprendere lo strumento e progredire nello studio.

Non lo dico solo io, lo dice Russ Miller, uno che per intenderci ha suonato con artisti del calibro di Ray Charles, Cher, Natalie Cole, Tina Turner, Bocelli, Al Jarreau e molti altri. Uno che vive di musica e vive a contatto con molti batteristi.

Ho estrapolato qualche suo consiglio da una sua vecchia intervista e ve lo ripropongo rielaborato con mie considerazioni ed esperienze, perché in fondo le problematiche sono sempre le stesse e spesso soluzioni e punti di vista differenti possono darci una mano.

1) Avrei dovuto iniziare quando ero più giovane

Questa è una delle scuse principali per non imparare a suonare. Molti la usano anche per giustificare il fatto che suonavano la batteria qualche anno fa, ma che ora sono fermi da un po’ e non riescono a ripartire.

Quello che un batterista in età non più giovanissima deve sapere, è che c’è un’enorme quantità di tempo sprecato quando si studia la batteria in età molto giovane.

Pensa alla mancanza di un obiettivo preciso, alla mancanza di scrupolosità e di organizzazione che c’è in un ragazzo neanche maggiorenne. Spesso sono cose compensate dall’enorme quantità di tempo a disposizione, ma in realtà di tutto questo tempo se ne spreca molto.

In età adulta si assimila di meno ma si può progredire di più

Puoi effettivamente progredire in maniera molto più tangibile in età adulta rispetto all’adolescenza, con una solida organizzazione del tempo, degli esercizi da fare e con molta più concentrazione.

2) Non ho un posto dove esercitarmi

Questo è un problema reale. Mi tocca nel profondo, anche io mi sono rovinato il fegato a pensare come fare per potermi esercitare quotidianamente nonostante abitassi in un appartamento.

SPESSO CI SI DEVE ACCONTENTARE

Iniziamo con il mettere in chiaro che la batteria sulla quale ti eserciti non deve essere per forza la tua batteria ideale.


E’ importante metterlo a fuoco.


Non ti servono due casse, tre toms, due timpani ed una decina di piatti. Non ti serve l’acero canadese e non ti servono microfoni e videocamere collegate. Se l’obiettivo è lo studio, oggi la tecnologia ci viene incontro con delle soluzioni innovative.

Esistono pelli mesh super silenziose da sostituire alle tue pelli, esistono kit di batterie elettroniche di tutte le fasce di prezzo e caratteristiche, esistono drumset per pratica e batterie mute.

Possiamo aprire un discorso lunghissimo sul realismo e sul piacere di suonare una o l’altra soluzione, ma ricorda che il tuo obiettivo ora è studiare, e tutte queste soluzioni ti permettono di farlo quotidianamente.

Un passo alla volta

Zildjian Low Volume
Zildjian Low Volume

Queste sono tutte alternative rispetto a suonare con una resa di volume pieno. Io raccomando i piatti a basso volume come gli Zildjian Low Volume da unire ad una batteria elettronica. Avere una risposta più reale possibile mentre si suonano i piatti è un grande vantaggio nello studio, sia dal punto di vista della risposta sulla bacchetta, che anche per non far scendere il livello di realismo e divertimento troppo in basso. Se poi sono messi insieme ad una batteria equipaggiata con pelli mesh (magari con dei trigger), puoi avere quasi una soluzione definitiva.

Tra i vari compromessi, il TOP sono le pelli mesh ed i piatto low-volume!

Se non hai problemi di spazio e budget, ci sono i box insonorizzati già belli pronti, oppure esistono anche modi per insonorizzare garage, box, cantine, mansarde, ecc… con del fai da te. Ognuno poi ha la sua situazione e le sue esigenze, ma il modo si trova.

Basta volerlo.

3) Iniziare a suonare la batteria costa troppo!

Ovviamente il discorso economico è strettamente legato alla tua situazione finanziaria, ma il costo dell’attrezzatura necessaria a suonare è diminuito notevolmente negli ultimi anni.

Quando ero poco più di un bambino (avevo 13 anni), ho usato i soldi che avevo raccolto per la cresima, per comprarmi il mio primo drumset completo.

Batteria economicissima, con hardware che si piegava solo a guardarlo, per non parlare dei piatti, davvero pessimi.

Costo? 1 milione e 200 mila lire. Forse non avrò trovato il venditore più onesto d’Italia ma comunque le cifre erano quelle.

I PREZZI SI SONO ABBASSATI

Oggi con 500€ puoi comprare una batteria di marca (più rivendibile della mia) composta da 5 fusti, compresa di hardware e piatti. Magari sono di Basswood o Poplar, ma che importa, spesso sono batterie che suonano molto bene e per iniziare vanno benissimo.

Se poi hai qualcuno che ti consiglia, magari un batterista amico, puoi anche esplorare il mondo dell’usato, dove si possono fare buoni affari. Per carità, non sono proprio noccioline, ma se ci pensi è meno del prezzo che oramai chiunque spenderebbe senza problemi per uno smartphone o per una console.

Se la vostra passione è la batteria, con i prezzi ci siamo, pensa solo che qualsiasi hobby ha dei costi, immagina chi si appassiona di moto, di modellismo, di qualsiasi sport…portano dei sacrifici economici anche loro.

Se poi una persona è molto determinata e decide di iniziare da subito a prendere delle lezioni private ed a studiare sul pad, le spese iniziali si riducono drasticamente, consentendogli di andare a scegliersi una batteria quando sarà già cosciente di cosa gli serve realmente, e di quanto lo strumento gli sta piacendo.

4) Sono troppo occupato

Capisco perfettamente anche questo punto. Lavoro. Famiglia. Amici ogni tanto. Doveri. Obblighi. Stanchezza. Genitori anziani.

Il consiglio che dà Russ Miller ai suoi studenti online è di dividere il tempo di studio in 3 parti.

Prima parte

Nella prima parte consiglia di mettersi le cuffie e suonare sopra qualche brano che li diverte, di prendersi del tempo per divertirsi, per rilassarsi, per isolarsi un po’ dallo stress del quotidiano. Questo per circa 15 minuti.  

Seconda parte

Successivamente 30 minuti in cui si studiano la lezione o gli esercizi che devono fare, lasciano lontano il cellulare, la tv, internet, ecc….mezz’ora, si può fare.

In questo tempo prendere nota dei propri progressi è importante in quanto organizzarsi ed avere chiari gli obiettivi ed i progressi che si stanno facendo è un ottimo modo per tenere alta la concentrazione.

Terza parte

Nella terza parte, 15 minuti suonare ancora tutta la batteria, divertirsi magari con degli assoli o con delle cose create. Questo serve per finire lo studio con pensieri positivi e non lasciare pensando di dover tornare il giorno dopo a fare quei difficili esercizi di tecnica.

Dividete lo studio in 3 parti e finite con una parte divertente.

Vi aiuterà ad avere voglia di tornare a suonare!

Probabilmente qualcuno potrà dire di non avere un’ora per studiare. E’ probabile, un’ora al giorno quando si è adulti è molto difficile ricavarla, ma magari un paio di volte a settimana ci si può riuscire e se usate con diligenza e concentrazione possono dare grandi risultati.

Il problema principale della mancanza di miglioramenti non è il tempo, è l’ego!!

(lo dice Russ Miller).

Rilassarsi mentalmente è importante, darsi dei piccoli e costanti obiettivi invece che grandi ed impossibili traguardi aiuta molto. Frequentare i giusti ambienti è altrettanto fondamentale.

Tieni viva l’ispirazione!

I periodi in cui mi sento ispirato vado molto più velocemente nonostante abbia gli stessi impegni di sempre. Mi ritaglio più tempo, lo faccio fruttare meglio, mi diverto di più.

Quindi guardati dei video online, cambia genere musicale, vai nei negozi di strumenti musicali, quelli veri, chiudi quei siti internet con le offerte e con tutte quelle recensioni che non sai neanche chi le ha scritte e vai li, prova gli strumenti, parla con il venditore, vai alle drum-clinic, incontra altri batteristi.

E’ questo che fa la differenza credimi, non i 10 minuti in più da solo con lo stesso metodo che suonavi 4 anni fa.

Se non lo hai finito in 4 anni, cambialo anche se sei a metà. Non lo saprà nessuno e nessuno si offenderà.

5) Non ci sono più i locali per suonare

E’ un’altra delle scuse “top” usate da chi da tempo non suona più. I locali non fanno più suonare le band, “suonano” solamente i dj, suonano solamente le cover-band, ecc…

Tutto vero, non c’è che dire, i locali hanno delle spese per far suonare i gruppi, i dj lavorano di più in quanto più snelli anche dal punto di vista del budget e della gestione logistica della serata, e le cover-band hanno più spazio nelle programmazioni, richiamando statisticamente più persone.

…divertiti mentre studi!

Altrettanto vero, ma non credo che siano dei buoni motivi per non suonare la batteria. Lo studio dello strumento può essere davvero divertente e motivante anche se fatto da soli, suonando sopra delle basi o dandosi degli obiettivi per stimolarsi.

Oggi poi con una spesa sostenibile si possono avere microfoni, fotocamere ed un paio di faretti, strumentazione sufficiente per riprendersi, rivedersi e magari postare il tutto online, sui propri social per stimolare discussioni, chiedere pareri ed avere occasione per confrontarsi con altri musicisti. Il tutto può essere un’ottima fonte di promozione se si è in cerca di una band o di posti dove suonare.

LE PROVE

Le prove poi sono un momento per me davvero unico, specialmente se gli altri musicisti sono degli amici, come spesso accade. Il divertimento di suonare tutto ciò che si vuole, di creare o ricreare canzoni è la base dell’essere musicista. E’ un po’ godersi il viaggio in attesa della meta, poi ovviamente il concerto è sempre un gran momento ma non dovrebbe essere un’ossessione.

Lo stesso discorso di riprendersi mentre si suona da soli può valere per la band. Si possono fare dei demo, dei videoclip live, dirette Facebook e postarli online. Se siete una buona band ed avete un buon seguito saranno i locali a contattarvi.

Le occasioni poi si trovano anche meglio se la band ha passato molto tempo in sala prove ed ha rodato bene la scaletta. Il locale, la festa di piazza, lo chalet lungomare, il bar, la festa di laurea, il matrimonio….occasioni per proporre la propria musica ce ne sono molte ed a volte (ahimè) c’è un po’ da accontentarsi, soprattutto del cachet.

CONCLUSIONI

In conclusione voglio semplicemente dire che le difficoltà legate alla pratica di un hobby sono spesso le stesse per tutti, ma sforzarsi di superarle è già parte dell’hobby e la soddisfazione di esserci riusciti sarà impagabile.

Le ore del giorno sono 24, gli spazi sono quelli, i soldi che avanzano a fine mese non sono mai molti, ma con un po’ di passione e tanta fantasia si può continuare a sognare un po’.

Di motivi per smettere di suonare ovviamente ce se sarebbero molti, non facciamo gli ingenui, ma da oggi con un po’ di sacrificio possiamo rimediare almeno a questi 5.

A presto,

Fabio.

Photo by freestocks.org on Unsplash

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