Sto per parlare dei mitici rullanti Ludwig Supraphonic, ma non per spiegare quanto siano dei grandi rullanti, degli standard per tutti gli studi del mondo e quanto siano stati utilizzati dai più grandi batteristi, questo lo sapete già.

Scrivo perché più persone mi chiedono chiarimenti riguardo le varie decadi di produzione, la qualità, i suoni, ecc…

Ovviamente quelle che seguono sono mie impressioni, generate dalla mia esperienza e da chiacchiere con amici batteristi e con negozianti, perché prima o poi l’argomento nuovo vs vintage viene sempre fuori.

COSA È IL SUPRAPHONIC

È giusto che partiamo dalle basi. Supraphonic è una serie di rullanti della Ludwig, probabilmente la più famosa e la più suonata, a partire dalla fine degli anni ’50.

La lista dei grandissimi batteristi che lo hanno usato è lunghissima: Potete sentirlo nelle registrazioni dei Led Zeppelin, dei Beatles, dei Deep Purple, Jimi Hendrix, Rolling Stones, Cream delle leggende del jazz come Dave Brubeck. Ce ne sono moltissimi altri.

Ringo Starr con il Supraphonic in mano

Spesso molti studi di registrazione (almeno i più seri) ne hanno uno. Che sia lasciato “libero” senza sordinature e con una pelle a singolo strato, sia che venga sordinato e “stoppato” il suo suono caratteristico rimane intatto. Non è economico è vero ma se vuoi la Ferrari, la paghi come una Ferrari. Ovvio.

Si può risparmiare qualcosa andando su altri modelli Ludwig, ma non è questo il post per parlarne.

BREVE STORIA

Ludwig Supraphonic del 1958

La sua introduzione sul mercato è infatti datata 1958 quando veniva prodotto solamente il modello da 5”.

Nel corso degli anni sono susseguite una serie di piccole modifiche, la più importante fu il cambio di materiale di costruzione.


Se sei confuso tra il Supraphonic ed il Super-Ludwig CLICCA QUI


OTTONE ED ALLUMINIO

I primi Supra infatti erano con fusti di ottone (poi cromati) e cerchi in ottone. La produzione si spostò presto verso l’alluminio (poi cromato) con cerchi in acciaio. Non è facile capire se il fusto cromato che vedete è sotto il vestito in ottone o in alluminio ed il valore commerciale può variare notevolmente a seconda del materiale. Si possono fare dei teso per capirlo.

Ludwig Supraphonic Chrome over Brass

TEST DELLA CALAMITA: Ovviamente tra un cerchio in ottone ed uno in acciaio, la calamita può esservi utile, come noto l’ottone non risponde al magnete.

TEST DEL TAGLIO: Più difficile è distinguere tra ottone e alluminio, in quanto anche l’alluminio non sente il magnete, quindi non resta che fare delle piccolissime incisioni sia sul fusto che su un tirante. Se sotto la cromatura c’è un grigio scuro, è alluminio, se invece è il colore del classico ottone….Bingo!

Perché l’ottone è quello che tutti cercano? Fondamentalmente per la rarità del pezzo e per il tono leggermente superiore.

Ludwig Supraphonic anni’70

Ma attenzione, perché il rivestimento Ludwig in alcune produzioni è abbastanza spesso e formato da più strati. Uno di rame, uno di Nickel e l’ultimo cromato e quindi il rischio che si faccia un taglio poco profondo, si arrivi allo strato di rame e lo si scambi per ottone c’è, quindi attenzione.

Tutto questo è fantastico, ma io personalmente il mio Ludwig non lo taglio. Poi vedete voi.

Ci sono altri modi per conoscere il materiale del fusto, come la piegatura finale del fusto, il seriale e molte altre meno invasive di un taglio.


Se volete andare molto nel dettaglio sui badges, numeri seriali, ecc.. vi consiglio QUESTO sito americano molto informato a riguardo.


Torniamo a noi.

Tra il 1960 ed il 1963 è stato introdotto il modello da 6.5” (quello di John Bonham, Ian Paice ed Alex Van Halen per intenderci) con un suono molto più robusto.

La sua diffusione è stata impressionante e nonostante i brutti periodi passati dall’azienda, il cambio radicale dei fusti delle batteria dai 3 strati (mogano/pioppo/acero) a quello a 6 strati in acero, il Supraphonic è stato sempre uno dei rullanti più venduti del mondo.

Se non ne avete mai provato uno, dovreste farlo, anzi dovreste fare uno sforzo e procurarvene uno anche usato. Non vi deluderà mai. Poi ovviamente c’è anche chi non lo ama, dipende molto dal genere, dal tocco, dalle pelli usate, ecc… e preferisce rullanti Yamaha, Tama, DW, ecc..

VINTAGE O NUOVO?

Torniamo al main topic dell’articolo e cioè: È meglio un rullante Supraphonic usato o nuovo?

So che mi sto mettendo in un ginepraio e sicuramente c’è chi dissentirà, ma le mie impressioni sono le seguenti:

ESTETICA

Esteticamente sono davvero molto simili. Ripeto esistono differenze dovute all’anno di costruzione ed a come sono equipaggiati, ma non sono macro differenze e ad occhi non troppo esperti potrebbero sembrare uguali.

Ludwig Supraphonic LM400 da 5″

Le tecniche di costruzione negli anni sono molto cambiate ed i rullanti più recenti sono più precisi, soprattutto nella realizzazione del fusto. Immaginate creare un fusto nel 1965 e farlo oggi con i misuratori laser. Oltretutto è probabile che i fusti possano essere fatti da aziende terze ed esterne alla Ludwig, quindi cambiata l’azienda, cambiato (anche se di poco) il fusto.

IL FUSTO SUONA

Lo sapete, il fusto suona. Se prendete qualsiasi fusto della vostra batteria, gli togliete le pelli, le meccaniche, lo appendete e gli date un pugno, beh quello è il VERO suono del fusto. Lo fanno in molti e se fate un giro su Youtube trovate molti esempi. Si fa soprattutto per i fusti in legno ma si usa anche per il metallo.

La differenza tra i fusti vintage e nuovi c’è. Io non ho mai fatto questa prova, ma un mio amico negoziante si è tolto questo sfizio ed ha notato che i nuovi fusti sono più brillanti, con suono più ricco di armonici, mentre i vecchi fusti hanno un suono più scuro.


Ma non giungiamo a conclusioni. Andiamo avanti.


BLOCCHETTI

C’è differenza tra i due tipi principali di blocchetti Ludwig: Gli imperial ed i Tube.

BLOCCHETTI TUBE

Ludwig Supraphonic con blocchetti Tube

La differenza non è solamente estetica, in quanto i blocchetti come tutte le meccaniche giocano un ruolo molto importante in un rullante, soprattutto nel Supra. I Tube basta vederli per capire che sono più leggeri e lasciano il fusto molto più libero.

BLOCCHETTI IMPERIAL

Interno dei blocchetti Imperial con la molla all’interno

Gli Imperial al contrario stoppano più il fusto, avendo più superficie di contatto. All’interno di questi blocchetti poi, i vecchi Imperial sono diversi dai nuovi. Prima la Ludwig utilizzava più metallo mentre recentemente sono stati ridisegnati eliminando un po’ di materiale e sostituendo la molla interna con una rondellina, soprattutto per eliminare delle fastidiose vibrazioni.

Il risultato è che il suono ne risente e varia. Come per i fusti, i nuovi blocchetti consentono al fusto di vibrare di più, rendendolo più ricco di armonici mentre il vintage rimane un po’ più scuro.


Ma aspetta ancora a dare giudizi. Andiamo avanti.


CERCHI

I cerchi come le pelli sono secondo me le parti che cambiano di più il suono di un rullante.

La costruzione dei cerchi nel corso degli anni è cambiata. Al contrario dei blocchetti i cerchi sono stati ispessiti passando da 1.6mm a 2.3mm.

Fare un confronto diretto quindi è stupido, ma bisognerebbe montare gli stessi ed accordare poi il rullante.

Quali preferire tra i due? Questioni di gusto e di stile. Il cerchio più pesante garantisce un’accordatura più omogenea.

Più di una persona mi ha detto di aver comprato un Supraphonic vecchio e poi di averci montato un cerchio da 2.3mm. Va bene il gusto del vintage, ma accordare ad ogni canzone può essere fastidioso.

Ovviamente il suono in questo caso inizierà ad assomigliare molto di più ad uno moderno.

CONCLUSIONI

Al netto delle esperienze e dei pareri, i suoni non sono poi così distanti. C’è una differenza nella corposità del suono e nella ricchezza di armonici che fanno tendere il gusto da una parte o dall’altra. I più recenti sono più ricchi di armonici mentre i vecchi hanno un suono più basso e corposo, ma la differenza è minima e può essere molto mitigata da una gestione oculata di pelli ed accordature.

Ludwig Supraphonic LM402 da 6.5″

Ma non prendiamoci in giro, non sono gli armonici a fare la scelta. Il gusto di possedere uno strumento vintage è la ragione principale di chi sceglie di spendere di più. Il vintage è una passione, è cuore, è godimento ed al cuor non si comanda.

La versione più recente è costruita con maggiore cura, per quanto la Ludwig non sia al top nella cura dei dettagli costruttivi, e questo giustifica insieme ai materiali, il suono più ricco di armonici.

Grandissima differenza la farà il batterista è ovvio e non sarà facile distinguere tra le due versioni a chi non ha l’orecchio molto allenato. Se poi decidete di cambiare le meccaniche allora tutto ritorna in gioco e va rivalutato.

Dipenderà dalla pelle e dal tocco. Inutile ripetere quanta gente compra il Supraphonic da 6.5” per avere il suono di John Bonham, poi non riesce nemmeno ad avvicinarsi a quel suono, perché è tutto uguale, ma manca…John Bonham.

NUOVO

Il mio consiglio? Prendete il nuovo se volete un Ludwig Supraphonic che suoni come un Ludwig Supraphonic, che sia lo standard a cui tutti fanno i complimenti. Se volete andare sul sicuro senza il rischio di pezzi rovinati e meccaniche che non tengono. Provateli e scegliete tra il 5” ed il 6.5” a seconda del genere che suonate e del suono che volete ottenere.

Se suonate pop-rock, per aiutarvi, a grandissime linee vi dico:

6.5” = John Bonham

5” = Ringo Star

VECCHIO

Ian Paice con il Ludwig Supraphonic
negli anni’70

Scegliete invece un vecchio Ludwig Supraphonic se vi piace il vintage, se godete nel cercarlo, nel trattarlo, nell’avere tra le mani un pezzo di storia con anni di suono sul cerchio. Guardatelo bene, attenzione allo stato delle meccaniche e delle cromature. Attenzione che non sia ammaccato e fate manutenzione.

Se lo trovate buono e lo trattate bene, avete tra le mani un pezzo di storia che non perderà mai di valore.

Se potere prendeteli entrambi, fate le vostre considerazioni e vendete quello che vi convince di meno.

Spero di essere stato esaustivo. Di parole da scrivere su questo rullante e sull’argomento in generale sarebbero moltissime e sono curioso di sentire la vostra esperienza ed i vostri commenti.

Se ho scritto qualche cavolata, scrivetemi e parliamone.

A presto.

Fabio.

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Alberto MASSIMO Leardini
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Alberto MASSIMO Leardini

CIAO FABIO GRAZIE PER LE DELUCIDAZIONI . io ho appena cominciato ad esercitarmi(perché suonare per me e ancora una parola troppo grande) la batteria ma solo il pensiero che il 6,5 lo abbia suonato Bonham. . . .