TRAVIS BARKER

Travis Barker

Si possono dire un milione di cose diverse di Travis barker, sul suo aspetto, sul suo stile di vita, sui suoi flirt con MTV e con gli eccessi di una vita sempre sotto i riflettori. Ma se c’è una cosa veramente difficile da fare è criticare il suo drumming.

Travis Barker è un ottimo batterista, con una attenzione particolare ai rudimenti ed alla tecnica delle mani. Le sue parti sono sempre ben studiate e tutto quello che tocca (musicalmente) diventa oro, dai gadget, ai prodotti con la sua firma, fino alle serie TV sulle TV commerciali. Sono davvero pochi i batteristi con questa capacità e lui è sicuramente uno di questi.

“Tutto quello che tocca diventa oro”

Travis Landon Barker nasce nel 1975 in California ed a 5 anni inizia a suonare la batteria. Prima dell’inizio delle scuole superiori, sua madre sul letto di morte gli dice di continuare a suonare la batteria e di farlo seriamente. Lui prende la cosa con grandissimo impegno e durante la scuola si unisce alla banda e forma le sue prime band, i Feeble, i Suicide Machines e gli Aquabats, dove si faceva chiamare “Baron Von Tito”.

 

BLINK 182

 

Proprio mentre era in tour con questi ultimi, gli viene chiesto da Mark Hoppus e Tom DeLonge di sostituire Scott Raynor, primo batterista dei Blink 182. I due rimasero così soddisfatti che chiesero a Travis di unirsi in pianta stabile alla band. Era il 1998 ed il fenomeno Blink 182 stava per esplodere.

Travis, che fino a quel momento si manteneva facendo lezioni di batteria ai bambini, conobbe all’improvviso un successo planetario con l’uscita di “Enema of the state”.

Si sposa con la ex-playmate Shanna Moakler con la quale partecipa al reality show di MTV “Meet the Barkers” ed i suoi progetti musicali si rincorrono, dai Transplants ai Box Car Racer fino ai +44 e ad altre decine di collaborazioni. Nel 2011 esce il suo album da solista “Give the drummer some” e nel frattempo si riuniscono anche i Blink 182, sciolti nel 2009.

 

TATUAGGI

 

Travis racconta di aver iniziato a tatuarsi molto presto. Dopo la promessa fatta alla madre aveva deciso di fare il musicista e la cosa al padre non era molto piaciuta e lo aveva cacciato di casa. Ovviamente non è stata una cosa facile ed ha fatto ogni genere di lavoro a partire dallo spazzino per riuscire a mantenersi e coronare il suo sogno. Ogni volta che ne aveva la possibilità si faceva un tatuaggio in un posto visibile, in modo che questo gli rendesse più difficile trovare un lavoro “convenzionale”.

Racconta: “In quel periodo ho iniziato a farmi molti tatuaggi in luoghi che avrebbero ucciso le mie possibilità di trovare un lavoro “normale”. Non volevo un piano B. Volevo sbattere il piano B fuori dalla mia vita.”

 

CURIOSITA’

 

  • Barker dirige una casa d’abbigliamento di skate/street wear, la Famous Stars And Straps che ha fondato nel 1999, ed un ristorante vegano a Norco (California).
  • E’ lui che suona la batteria nell’album “The best damn thing” di Avril Lavigne, è mancino (nonostante suono da destro) ed ha creato una linea di scarpe e cappelli dell’azienda DC Shoes che ha chiamato DC Travis Barker Remix.
  • Negli anni in cui è stato un insegnate di batteria, ha avuto tra i suoi allievi Ilan Rubin, attuale batterista dei Nine Inch Nails.
  • Si esercita tutti i giorni almeno un’ora al giorno e fa tutti i giorni almeno un’ora di cardio fitness e corre per 7 miglia.
  • Non vuole suonare la doppia cassa ma si ritiene un batterista da pedale singolo. Spesso suona insieme a Aaron Spears, Eric Moore e George McCurdy ed ha ammesso di aver imparato moltissimo da loro.
  • Nel 2008 è stato coinvolto in un grave incidente aereo nel South Carolina dove morirono 4 persone tra cui il suo assistente e lui riportò ustioni sul 65% del corpo. Dopo quella volta non prende più aerei ma solo bus e navi per spostarsi durante i tour dei Blink 182. La cosa gli ha lasciato un profondo trauma portandolo ad abusi di alcool e droghe, non aiutati anche dalla prematura morte per overdose del suo amico DJ AM (anch’egli sopravvissuto all’incidente aereo).
  • Da qualche anno tutte queste vicende sono raccontate nella sua autobiografia “CAN I SAY” in cui ha per la prima volta raccontato di aver pensato molte volte al suicidio e di aver persino offerto un milione di dollari a chi lo avesse ucciso:

 

«Avevo perso degli amici, ero immobilizzato a letto e i miei figli a scuola disegnavano incidenti aerei. Volevo farla finita, pensai al suicidio assistito e arrivai ad offrire un milione di dollari a chi si volesse proporre come mio assassino. Nessuno, però, accettò»

 

 

STRUMENTAZIONE

 

Travis Barker usa batterie OCDP:

  • 12×7″ Tom
  • 16×14″ Timpano
  • 22×20″ Cassa
  • 14×6.5″ Rullante in acciaio oppure ottone OCDP
  • 6×10″ Rullante ausiliario

Piatti Zildjian che varia moltissimo a seconda dei progetti e delle collaborazioni:

  • 14″ A Quick Beat Hi-Hat
  • 18″ A Custom Crash
  • 16″ A Custom Crash + Splash Serie K (stack)
  • 20″ A Custom Crash
  • 21″ oppure 23″ A Sweet Ride (Brilliant)
  • 20″ FX Oriental China Trash
  • 19″ A Custom Crash

Pelli REMO e bacchette Zildjian personalizzate Travis Barker Signature Drumsticks (colore bianco, ma in commercio è disponibile la variante nel colore nero).

 

La rivista Rolling Stone ha stilato una classifica dei 5 migliori riff di batteria di Travis Barker che potete trovare a questo link.

Qui sotto puoi trovare uno dei tanti video su Youtube su Travis Barker:

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