
COME SCEGLIERE LE BACCHETTE DELLA BATTERIA
La scelta delle bacchette per la batteria è una cosa che accompagna i batteristi per molti anni, e variano a seconda del genere, del drumset, del luogo in cui si suona, dell’età e del momento personale.
L’offerta è davvero molto ampia e si distingue per una serie di fattori quali, il legno, la lunghezza, la pesantezza, la punta, il bilanciamento, ecc.. che hanno un’influenza determinante sul timbro prodotto.
Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine.
“Non esistono le bacchette universali“
1. La giungla delle misure: Decodificare i codici (5A, 7A, 5B)
Tutti partiamo dalle 5A. È la bacchetta standard, la “comfort zone” di ogni batterista. Ma ti sei mai chiesto cosa significano quei numeri e quelle lettere?
Anticamente (parliamo dei primi del ‘900), le lettere avevano un senso preciso:
- A (Orchestra): Pensate per le Big Band e la musica da ballo. Sottili, per un controllo dinamico superiore.
- B (Band): Più pesanti, pensate per le bande cittadine e le parate. Più cicciotte, per farsi sentire all’aperto.
- S (Street): Gigantesche, per le “marching band”. Oggi quasi sparite tranne che per scopi specifici di allenamento.
La regola dei numeri (che sembra assurda): Più alto è il numero, più sottile è la bacchetta. Una 7A è molto più esile di una 5A. Una 2B è praticamente un tronco d’albero.

- 7A: Perfetta per il Jazz, il Funk leggero o se hai le mani piccole. Il loro utilizzo è preferito nelle situazioni in cui il volume è da tenere basso e quindi non c’è necessità di potenza. Io le consiglio se ho allievi che sono bambini e quindi fisicamente piccolini. Se suoni Rock pesante con queste, le spezzi dopo tre fill.
- 5A: La tuttofare. Rock, Pop, Punk leggero, sono considerate lo standard, consigliato da molti insegnanti come primo paio di bacchette per chi inizia, garantiscono il giusto equilibrio per prendere confidenza con lo strumento e poi eventualmente orientarsi autonomamente verso altre misure. Si usano dal pop, al rock, all’heavy metal, ma sono abbastanza versatili da poter essere usate in qualsiasi situazione musicale. Se non sai cosa usare, parti da qui.
- 5B: Sono un po’ più pesanti e dense rispetto alle 5A, hanno più presenza sia musicalmente che come impugnatura. Le 5B possono essere più o meno pesanti e questo ne diversifica molto l’utilizzo. Sono preferite dai batteristi rock.
- 2B: Qui entriamo nel territorio dei cosiddetti “Picchiatori“, del Rock ignorante, dell’Heavy Metal e di chi ha bisogno di volume senza dover pestare come un ossesso.
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“se usate la fibra di carbonio, attenzione agli infortuni”
2. Punte delle bacchette: Legno vs Nylon – a goccia, a oliva o cilindrica
Questo è il punto dove molti batteristi restano sorpresi. La forma della punta (il tip) cambia radicalmente la risposta dei piatti, specialmente del Ride.

- Punta a Goccia (Teardrop): La più comune. Produce suoni scuri e ricchi di basse frequenze sulle pelli. Ottima per il Rock.
- Punta Tonda (Ball Tip): Produce un suono molto nitido e definito sui piatti. È la preferita dai jazzisti perché ogni colpo sul ride “taglia” il mix con chiarezza.
- Punta a Botte (Barrel): Ha una superficie di contatto maggiore. Suono potente, volume alto, ideale per chi ha bisogno di un attacco deciso.
- Punta a Oliva: Molto simile alla goccia ma più allungata. È estremamente versatile.
Punta in Nylon o in Legno? Qui si scatenano delle guerre di religione.
Nylon: Suono brillantissimo, quasi metallico sui piatti. Sono eterne (o quasi). Se suoni musica moderna o hai bisogno di far uscire il ride in un contesto elettrico, il nylon è il tuo alleato.
Legno: Suono naturale, caldo, morbido. Il problema? Si scheggia. Quando la punta in legno si rovina, il suono sui piatti diventa “sordo“.
3. I Materiali delle bacchette: Hickory, Acero o Quercia?
Per ora rimaniamo sul legno e la scelta influisce su due cose: durata e vibrazioni (che arrivano ai tuoi polsi).
- Hickory (Noce Americano): È lo standard. Ha un’ottima resistenza e una capacità incredibile di assorbire gli urti. Se hai problemi di tendinite, l’Hickory è la scelta più sicura.
- Acero (Maple): Leggerissimo. Puoi avere una bacchetta grossa come una 2B che pesa come una 7A. Ottimo per chi vuole volume fisico ma ha la mano leggera, o per suonare a volumi bassi senza cambiare impugnatura.
- Quercia (Oak): Un martello. Densissimo e pesante. Vibra molto di più, trasmette maggiormente le vibrazioni (occhio ai tendini!), ma è quasi indistruttibile. Se sei un “picchiatore” seriale, la quercia ti farà risparmiare un sacco di soldi in bacchette rotte.
4. Il “Taper” e il Bilanciamento: La fisica nascosta
Hai mai provato due 5A di marche diverse e avuto la sensazione che una fosse più pesante dell’altra? Non è un’allucinazione. Si tratta del Taper, ovvero la zona dove la bacchetta inizia a restringersi verso la punta.
- Taper Lungo: La bacchetta sembra più leggera in punta. Ha molto rimbalzo (rebound). Fantastica per i colpi doppi e la velocità.
- Taper Corto: Più legno verso la punta. La bacchetta sembra “pesante” davanti. Ti dà molta più spinta e potenza nel colpo singolo. Ideale per il Rock solido.
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5. MARCA (il Brand)
E’ la caratteristica meno importante di tutte, in quanto oggi tutte le più famose marche fabbricano bacchette di notevole qualità e con un’ampia gamma di scelta. Possono esserci differenze tra stesse misure e marche diverse, ma provandole e suonandoci un po’ ci si accorge subito quali sono le più adatte al nostro stile.
6. IMPUGNATURA
Esistono in commercio vari tipi di impugnatura, adatti alle diverse esigenze, soprattutto in materia di grip. Alcune persone hanno le mani che sudano molto ed hanno quindi bisogno di una bacchetta che sia rivestita con un sottilissimo strato gommoso in modo da evitare che la bacchetta scivoli via troppo facilmente. Altri invece hanno l’abitudine di ruotare la bacchetta su se stessa mentre suonano e quindi la preferiscono senza niente che faccia aderenza. Ci sono anche in commercio le serie nude, cioè bacchette che non hanno subito un processo di trattamento e lucidatura, ma il legno

rimane ruvido. Questa è una via di mezzo, un passaggio intermedio per aumentarne il grip, prima di arrivare a mettere l’impugnatura in gomma.
Ormai i brand più famosi utilizzano i migliori batteristi al mondo per sviluppare con loro delle bacchette personalizzate, con caratteristiche particolari. Spesso è una questione di marketing, ma non è detto che proprio queste non siano le caratteristiche che si adattano al vostro stile.
“non è detto che la bacchetta firmata
dal vostro idolo vada bene per voi”
Al momento dell’acquisto, in qualsiasi negozio andrete sarete sommersi di bacchette, di brand, misure e colori differenti. Sia che siate decisi oppure no, il consiglio è quello di provarle, magari su un pad per non usurarle, in modo da capire se hanno il peso ed bilanciamento che fa per voi. Inoltre cercate una superficie liscia e fatele “rollare” per assicurarvi che siano dritte. Capita spesso infatti che a causa di una cattivo stoccaggio o trasporto, magari ad alte temperature o umidità, le bacchette si pieghino un po’, in quel caso scartarle e prenderne delle altre.
7. Bacchette “particolari”: Rods, Spazzole e Mallet
A volte la bacchetta classica è semplicemente… troppo.
Troppo forte per una serata acustica, troppo pesante per un pezzo jazz, o troppo rumorosa per il salotto di casa. Ecco cosa devi avere nella tua borsa delle bacchette per essere pronto a tutto.
I Rods (Le “Frustine”)

Le rods sono quella “via di mezzo” tra le bacchette classiche e le spazzole: in pratica, un fascio di sottili bastoncini di legno (o materiale sintetico) legati insieme.
- L’essenza: Immagina di avere il controllo di una bacchetta ma con il volume dimezzato; le rods producono un suono più morbido e “pastoso”, ideale per quando devi suonare in contesti acustici o piccoli club senza farti cacciare dal locale (e dal fonico).
- L’effetto sonoro: A differenza del colpo secco e definito della bacchetta tradizionale, le rods creano un attacco meno aggressivo e più diffuso, perfetto per dare quel tocco di dinamica e calore tipico del pop–rock acustico o del jazz moderno.
Il lato oscuro (giusto per essere onesti): Preparati a vederle morire. Se colpisci troppo forte sui piatti o sui rimshot, i bastoncini iniziano a sfaldarsi. Sono bacchette con la data di scadenza incorporata, ma il loro suono è insostituibile.
- Il vantaggio: Ti permettono di suonare con l’intenzione di una bacchetta ma con un volume molto più basso. Hanno un attacco morbido, quasi “felpato”. Hanno anche il vantaggio di suonare piano, io stesso le ho usate molte volte quando avevo la batteria in un condominio, è comunque una accortezza per fare meno rumore, certo non hanno il feeling delle bacchette normali, ma i tuoi vicini apprezzeranno.
- A cosa servono: Perfetti per i set acustici (unplugged) o per studiare a volumi ridotti. Attenzione però: il rimbalzo è quasi nullo rispetto a una bacchetta standard. Se non hai una buona tecnica di polso, i Rods te lo faranno notare subito.
🛒 IL KIT DI SOPRAVVIVENZA Ogni batterista dovrebbe avere almeno un paio di Rods nella borsa. Ti salvano la vita in quelle situazioni dove il proprietario del locale ti urla “Abbassa!”. Te ne metto alcune che secondo me hanno un ottimo rapporto durata/prezzo, ma dipende da che gente si suona o da come suonate, quindi informatevi bene prima di acquistarle 👉

Le Spazzole (Brushes)
Sono particolari tipi di bacchette formate da un insieme di setole utilizzate principalmente per le percussioni o per alcuni generi musicali che richiedono un effetto particolare. Solitamente sono formate da un manico in materiale metallico rivestito da gomma per facilitarne il grip nel quale sono contenuti una serie di fili metallici sottili, che possono essere estratti ed utilizzati per colpire il tamburo. Il suono delle spazzole è adatto a creare atmosfere sfumate e morbide, tipiche del Jazz, “accarezzando” la pelle del rullante o la superficie dei piatti è possibile ottenere una resa timbrica che con le bacchette normali sarebbe impossibile. Sono il simbolo del Jazz, ma non solo. Possono essere in metallo (suono più tagliare e classico) o in nylon (più durevoli e meno aggressive sulle pelli).
- Il “fruscio”: Si usano per “spazzolare” il rullante, creando quel tappeto sonoro continuo che ha fatto la storia degli anni ’50 e ’60.
- Non solo per il Jazz: Prova a usarle per dare un tocco folk o pop-acustico a un brano. Cambieranno completamente il tuo modo di concepire la dinamica.
Bacchette in Fibra di Carbonio e Materiali Sintetici
Qui entriamo nel futuro. Esistono bacchette prodotte con materiali compositi che promettono di durare fino a 10 volte più del legno.
- Pro: Sono praticamente indistruttibili e perfettamente bilanciate (essendo prodotte in serie non hanno i difetti naturali del legno).
- Contro: Trasmettono molte più vibrazioni alle mani. Se soffri di tunnel carpale o dolori articolari, vacci piano. David Silveria (ex Korn) docet. Inoltre, il suono sui piatti è molto “chirurgico” e freddo, privo di quel calore tipico dell’Hickory.
Mallets (I Battenti)
Fondamentalmente sono bacchette che terminano con una testa di feltro o lana cotta.

- L’effetto “Crescendo”: Usali sui piatti per creare quei tappeti sonori tipici delle colonne sonore dei film o del rock progressivo anni ’70. Se colpisci il rullante, otterrai un suono cupo, simile a un timpano sinfonico. Tutti ne hanno un paio, per suonarlo se va bene una volta a serata. Se non ti servono evita di comprarle, occupano molto spazio nella sacca delle bacchette.
5. Il nemico dell’autostima (e del portafoglio): I social vs La realtà
L’ho detto in molti articoli e lo ripeto rischiando di essere ripetitivo. Vediamo su YouTube batteristi che usano bacchette enormi e sembrano non fare fatica, o altri che usano stuzzicadenti e producono un suono enorme.
Non farti fregare dai modelli SIGNATURE.
Molti influencer usano bacchette signature solo perché sono pagati per farlo, non perché siano adatte a te. Non forzarti a usare le bacchette del tuo idolo se pesano due chili o se sono leggerissime. La tua priorità è il comfort. Se suoni bene e senza dolore, il tuo suono migliorerà automaticamente. Il confronto con i “mostri” dei social è inutile se poi dopo mezz’ora devi mettere il ghiaccio sui polsi.
Le paghi di più e non hai nessun vantaggio. Il suo polso non è il tuo.
Conclusioni: Come scegliere le bacchette in negozio?
Torno a parlare delle bacchette classiche, se puoi, vai fisicamente in un negozio, prendile in mano, senti che sensazione ti danno, provale.
Non prenderle a caso:
- Falle rotolare: Mettile su un bancone piano e falle rotolare. Se “saltellano“, il legno è storto. Scartale.
- Il “Pitch”: Picchiettale delicatamente vicino all’orecchio. Le due bacchette della coppia devono avere un suono (una nota) il più simile possibile. Se una è molto più acuta dell’altra, la densità del legno è diversa e le sentirai sbilanciate.
Spero che questa guida ti aiuti a trovare la tua “bacchetta magica“.
Ricorda: è uno strumento, non un feticcio.
Deve servire a te per esprimerti meglio.
A presto,
Fabio
❓ FAQ – Domande Frequenti
Cosa significano le sigle 5A, 7A e 2B sulle bacchette?
Le sigle indicano lo spessore, il peso e la lunghezza della bacchetta secondo uno standard storico:
- 5A: È la bacchetta standard e più versatile in assoluto. Ha un peso medio e uno spessore intermedio, ideale per iniziare e adatta a quasi tutti i generi musicali (Rock, Pop, Funk).
- 7A: Sono bacchette più sottili e leggere. Sono perfette per il Jazz, la musica acustica, i bambini o per chi ha le mani piccole e cerca il massimo controllo del volume.
- 2B (o 5B): Sono bacchette molto più spesse, pesanti e massicce. Sono progettate per generi pesanti come l’Hard Rock e il Heavy Metal, dove serve molto volume, una pacca potente e una resistenza estrema alle mazzate.
Qual è il legno migliore per le bacchette da batteria?
I tre legni più utilizzati al mondo offrono caratteristiche di densità, rimbalzo e durata molto differenti:
- Hickory (Noce Americano): È il materiale standard per eccellenza (il 90% delle bacchette è in Hickory). Offre un bilanciamento perfetto tra flessibilità e resistenza, assorbendo bene le vibrazioni dell’impatto per non affaticare i polsi.
- Acero (Maple): È un legno molto leggero. Ti permette di avere una bacchetta spessa (come una 5B) ma con il peso di una bacchetta sottile. Ottimo per il jazz o lo studio a bassi volumi, ma si spezza più facilmente.
- Quercia (Oak): È un legno durissimo, denso e pesante. Le bacchette in quercia durano tantissimo e sono perfette per i picchiatori, ma trasmettono più vibrazioni alle articolazioni.
Meglio scegliere la punta in legno o la punta in nylon?
La scelta influisce unicamente sul suono che otterrai quando colpisci i piatti (specialmente il Ride):
- Punta in Legno: Offre un suono caldo, profondo, naturale e tradizionale. È la scelta più comune, ma la punta può scheggiarsi nel tempo, modificando la definizione del colpo.
- Punta in Nylon: Offre un suono estremamente brillante, tagliente e cristallino sui piatti. La punta non si rompe mai e garantisce una definizione millimetrica, ottima se suoni Pop moderno o Metal. Sulla batteria elettronica, le punte in nylon sono consigliatissime perché non rischiano di scheggiarsi e rigare i pad.
Quanto dura in media un paio di bacchette prima di rompersi?
Non c’è una scadenza fissa, a un professionista del metal un paio di bacchette può durare un solo concerto, mentre a un principiante che studia pop a basso volume può durare anche 2 o 3 mesi. Se le tue bacchette si rompono nei primi giorni, il problema quasi mai dipende dal legno, ma da due errori tecnici: colpisci i piatti “di taglio” anziché di taglio-inclinato, oppure stringi troppo il pugno bloccando il rimbalzo naturale della bacchetta (causando una leva rigida che spezza le fibre del legno).
Posso usare le bacchette normali sulla batteria elettronica?
Sì, puoi usarle, ma c’è una regola d’oro da seguire per non distruggere lo strumento: usa un paio di bacchette dedicato esclusivamente alla batteria elettronica. Non usare mai sulla batteria elettronica le stesse bacchette che usi sul kit acustico. Le bacchette usate sui piatti in bronzo creano delle micro-schegge di legno invisibili sul collo e sulla punta; se le usi sui pad in gomma o sulle pelli mesh della batteria elettronica, quelle schegge taglieranno i materiali, distruggendo i sensori in pochissimo tempo. Se possibile usa le bacchette con la punta in nylon, ti aiuterà a proteggere le pelli mesh.
Conviene prendere le bacchette dai siti cinesi?
No, non conviene. Se parliamo di quelle che trovi a 3€ invece di 15€ lascia perdere. Sembra un affare, ma è un’illusione. Durano la metà della metà: Sono fatte con legni di scarto, spesso leggerissimi, non essiccati e pieni di nodi. Si spezzano o si scheggiano alla prima mazzata sul rim del rullante. Rischio fusti ed e-drum: Le punte si scheggiano subito creando bave taglienti che bucano le pelli acustiche o tagliano le costose pelli mesh della tua batteria elettronica. Zero bilanciamento: Non sono accoppiate per peso e frequenza.
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Si trovano ancora bacchette 5b con greep non bagnato m con greep incastrato di gomma?