Ciao, sono Fabio Portinari e sono il fondatore e motore di Impara la Batteria, uno dei blog sulla batteria più seguiti d’Italia.
Suono da quasi 30 anni e fin da giovanissimo ho avuto una grande passione per la batteria e tutti gli aspetti che la riguardano.
Studio, suono, insegno e mi piace scrivere parlando di un mondo che mi affascina molto nella sua interezza, non solamente degli aspetti tecnici. Benvenuto.
Accordare la batteria è una di quelle cose che tutti rimandano. All’inizio pensi: “vabbè, tiro un po’ i tiranti e via”. Poi inizi a suonare… e qualcosa non torna. Il rullante è spento, i tom non cantano, la cassa non spinge. Ci sono passato anche io. E parecchie volte.
Devi accordarela batteria.
In questo post cercherò di spiegare nel modo più chiaro possibile cosa intendiamo per accordare la batteria, tirare le pelli e quale sia il metodo più semplice per iniziare a farlo da soli.
Cosa significa davvero “accordare la batteria”
A differenza di chitarra o pianoforte, qui non devi raggiungere una nota precisa (o almeno non per tutti, ne parlerò più anvanti). Devi fare una cosa molto più sottile: Trovare un equilibrio tra tensione, risposta e suono. All’inizio cercavo “la nota giusta”. Poi ho capito che stavo sbagliando approccio: La batteria non si accorda “giusta”, si accorda bene per come devi suonarla.
Non esiste un modo univoco; molti professionisti scelgono l’accordatura in base al contesto musicale.
Una cosa che cambia tutto (e che molti ignorano)
Ho smesso di guardare solo la pelle sopra. Ogni tamburo ha due pelli:
– Pelle battente: La pelle battente, come dice la parola è la pelle che verrà montata nella parte del tamburo più verso di noi e che quindi verrà colpita dalla bacchetta/battente. La pelle battente avrà caratteristiche ben precise a seconda del suono che vuoi ottenere. Puoi vedere QUI quali sono i tipi di pelle disponibili e le loro diverse caratteristiche.
– Pelle risonante: La pelle risonante è quella che è posta nella parte del tamburo che non viene colpita da bacchette e battenti e quindi sarà la pelle inferiore dei toms/timpano/rullante e quella che sta davanti alla cassa (quella visibile dalla gente, dove c’è la scritta con il logo).
Solitamente questa è una pelle con caratteristiche differenti dalla battente, in quanto non dovrà “sopportare” lo stress di essere colpita, ma ha il ruolo di far risuonare maggiormente il tamburo, creando una cassa di risonanza.
E ti assicuro una cosa: la risonante spesso fa più differenza della battente. Se la ignori, puoi girare i tiranti quanto vuoi… ma non arriverai mai al suono che hai in testa.
🛠 Accordatura Perfetta: La Checklist in 7 Punti
Ti spiego il metodo che uso io.
Non è “l’unico giusto”, ma funziona sempre.
1. Parti da zero (sì, proprio zero)
Solitamente quando acquistiamo una batteria nuova potremmo avere la necessità di dover montare le pellida soli. Quando una pelle c’è già, ma è incasinata, non cercare di sistemarla: Allenta tutto e riparti. È molto più veloce che correggere qualcosa di storto. Se le pelli sono rovinate, sfibrate o vecchie, è il momento di cambiarle.
Le pelli, come puoi vedere, sono montate tra il cerchio ed il fusto della batteria.
Lo sai che i bordi non sono tutti uguali e che la loro forma cambia il suono del tamburo? Clicca QUI.
Chiavetta per la batteria
Usa la chiavetta in dotazione per svitare i dadi, se non hai una apposita chiavetta (acquistabile a pochi euro in tutti i negozi di strumenti), puoi persino usare una chiave inglese molto piccola.
Svitati i dadi, mettili tutti da parte (attenzione a non perderli), togli il cerchio e successivamente la pelle.
Volendo puoi fare lo stesso per la pelle risonante.
Senza entrare nel dettaglio, per il momento voglio solamente dirti che per ciò che riguarda le batterie economiche, i fusti potrebbero avere delle disomogeneità e le meccaniche delle difficoltà di accordatura. Tutti i consigli che troverai qui ed in giro per internet sono il più delle volte riferiti ad un set di buona qualità, che non presenta particolari problemi.
Ti dico ciò perché spesso in drumset economici, quando si smontano delle pelli che sono montate già da un po’, bisognerebbe avere cura di segnarsi come il cerchio era posizionato e l’ordine dei dadi nei rispettivi blocchetti, per evitare l’insorgere di problemi dovuti a vizi, che potrebbero complicare e non di poco l’accordatura.
2. Ispezione dei Bordi (Bearing Edges)
Prima di montare la pelle, controlla i bordi del fusto. La loro forma cambia il suono. Passa un dito per sentire se ci sono schegge o disomogeneità; in molti consigliano di passare sul bordo un po’ di carta vetratamolto sottile (mi raccomando di essere molto delicato nel fare questa operazione), per “pulire” il bordo, cioè per essere sicuri che non siano presenti schegge di legno che potrebbero danneggiare la pelle nuova. Se la batteria è di buona qualità, passate prima un dito per sentire se ci sono disomogeneità, molto spesso non c’è bisogno di fare niente.
Se volete “pulire il bordo” attenzione a non esagerare. Dosate la forza miraccomando!
3. Tira i tiranti… ma non a caso!
Prendi ora la pelle, appoggiala sul bordo del fusto orientandola come preferisci, appoggia sopra il cerchio, infila i tiranti ed inizia a tirarli con le dita, finché ci riesci.
Gira i tiranti a mano per ora e fallo sempre a croce seguendo lo schema riportato nella figura qui sotto. Non è una regola da manuale, è il modo più veloce per evitare che la pelle si tiri male. Non serve stringere tanto, serve stringere in modo uniforme.
Hai messo la pelle ed avvitato con le dita, ora prendi la chiavetta ed inizia a dare un paio di giri per ogni tirante, avendo cura di farlo seguendo l’ordine come indicato in figura qui sotto:
Immagina di partire dal tirante numero 1, stringi per un paio di giri (anche 3) e poi fai lo stesso con il numero 2. Passa poi al numero 3 e di seguito il numero 4. Finisci poi tirando il numero 5, il numero 6, il 7 ed infine l’8.
4. Assestamento (La “Magia”)
Grazie a Wikihow per l’immagine
Dopo aver dato un paio di giri di chiavetta, ora il mio consiglio è di spingere con il palmo della mano (foto) al centro della pelle fino a sentire un po’ di scricchiolii, tranquilli non si rompe niente, stai facendo quello che in gergo batteristico è chiamato “assestare” la pelle. Ripetilo un po’ di volte (con maggiore forza se si tratta della pelle della cassa), anche spostandoti più vicino ai blocchetti (magari con un po’ meno forza), fino a quando gli scricchiolii saranno sempre di meno.
5. Controllo dei tiranti (Il momento della verità)
Ora prendi una bacchetta con la quale andrai a suonare sul bordo della pelle vicino al tirante cercando di sentirebene il suono che produce, come da foto qui accanto.
A questo punto continua mantenendo la stessa sequenza di prima (quella con i numeri da 1 a 8), facendo mezzo giro per ogni tirante, fino a quando, suonando piano con la bacchetta, non sentirai che il suono emesso vicino ad ogni tirante (2 o 3 cm dal bordo) sarà pressappoco lo stesso. Non preoccuparti oltre per ora, l’importante è che il suono vicino ad ogni tirante sia il più omogeneo possibile. Questo vorrà dire che la pelle è tesa in maniera omogenea.
6. Trova il suono, non la tensione
È facile dire “accordare la batteria”. Ovviamente dovrai sapere quale è un suono di tuo gradimento, in base anche al genere che suoni, al tipo di pelle che hai montato ed alla batteria, tenendo conto dei diametri e delle “scale” che vuoi ottenere.
C’è una larga bibliografia e molti pareri riguardo a come accordare la batteria, perché fondamentalmente quello che hai fatto finora è stato tirare la pelle in maniera omogenea.
Ma quanto dovremmo tirarla?
È questa la domanda madre, perché tu potresti seguire il percorso in maniera corretta, tirare tutti i tiranti perfettamente ed avere un brutto suono.
Perché?
Perché la pelle è troppo lenta o è troppo tesa.
Devi arrivare a un punto in cui il tamburo “respira”, non è né morto né troppo tirato. Se non sai da dove iniziare, parti con una tensione media e assicurati che il tamburo suoni bene senza fastidiose frequenze o code.
Non è detto che tirando tutti i tiranti alla stessa maniera, il suono sia lo stesso in tutte le parti del tamburo. È qui che devi usare il tuo orecchio!
Ovviamente accordare la batteria significa partire dal presupposto che tamburi con diametro più piccolo, hanno un suono più acuto e più il diametro cresce e più il suono sarà grave.
Quindi praticamente, tutto il processo che hai fatto per montarla e che è terminato con l’aver tirato tutti i tiranti in maniera tale che colpendo la pelle con la bacchetta a circa 3 cm dal bordo il suono risultasse uguale per ognuno di loro, è in qualche modo un accordatura.
7. Nota del fusto e Intervalli
A questo punto dovrai decidere quindi se il suono che ne esce è il suono giusto per il tuo tamburo e tirarlo ancora o allentarlo a seconda delle esigenze, ma sempre facendo attenzione a girare ogni tirante in egual maniera in modo da non perdere il lavoro fatto in precedenza.
Non esiste un modo univoco ed universale su come accordare la batteria. Molti batteristi professionisti scelgono l’accordatura in base a molti fattori.
In generale vi posso dire che per il rock si usa un’”accordatura” più bassa, con la pelle non molto tirata, mentre per il jazz si tende a tirarla di più, specialmente i toms.
Courtesy of yamaha.com
Se non sai da dove iniziare, andate con una tensione media. Assicurati però che il tamburo suoni bene, senza fastidiose frequenze o code.
Non sarà semplice all’inizio, ma non esistono scorciatoie, imparerai ad accordare la batteria solamente facendolo molte volte, sbagliando e riprovando.
L’approccio ideale per l’accordatura, sarebbe quello di accordare prima la risonante, poi di passare alla battente. A questo punto mantenere un intervallo tra i fusti, ad esempio di III (terza), V (quinta) o anche un ottava, a seconda del tuo gusto, del genere, del kit, dell’acustica del luogo dove stai suonando e del momento.
Un intervallo in musica è la distanza tra due note. Ad esempio un timpano accordato in MI (“E” in inglese), suona meglio con un tom in SOL (“G” in inglese). Questo sarebbe un intervallo di terza.
Anche se siete batteristi, studiate le note ed (almeno) le basi di armonia, le scale, ecc…
Online ci sono molte fonti dove informarsi gratuitamente. Fatelo, vi sarà molto utile.
Questo spesso non è possibile, vuoi perché non sappiamo cosa sia una terza o vuoi perché non abbiamo uno strumento che ci dia delle note di riferimento e quindi quello che dobbiamo fare è cercare la nota del tamburo.
NOTA DEL TAMBURO
Cosa intendo per nota del tamburo? Se picchietti con il dito sul fusto del tamburo, anche senza pelle, sentirai la sua vera nota di quel determinato fusto.
La tecnica di John Good
C’è un mostro sacro dell’accordatura che è John Good della DW, che accorda la pelle risonante prendendo come riferimento quella nota. Lui parte proprio accordando la risonante per primo da lì e poi accorda la pelle battente un pochino più tirata, ma poco, mezzo giro di chiavetta.
Per accordare la batteria John Good non utilizza la bacchetta per colpire la pelle, bensì il suo dito indice. Sostiene che sia meglio perché ti garantisce la possibilità di avere un riferimento certo, sia come potenza che come distanza dal cerchio.
Ovviamente può non essere una panacea per tutti i mali, ma se non ci hai mai provato, prova con questa tecnica. Sarà una delle tante, ma è quella di John Good, non uno qualunque.
Quale bacchetta a 3 cm, usate il dito indice! John Good (DW Drums)
Considera sempre che ogni tamburo ha il suo suono, vale a dire un range di accordatura nel quale suona bene. Tutto ruota intorno alla nota del tamburo, a come è stato costruito ed al legno utilizzato.
John Good (DW)
Probabilmente ti sarà capitato di sentire frasi del tipo “questo rullante ha un ottimo suono sia con pelle tirata che con pelle più lenta”. Ottimo, ma non è per tutti così, dipende anche e molto dal tipo di pelle.
Il gioco quindi è capire la nota del proprio tamburo, quindi su quali range di tensione la propria batteria rende meglio. Al netto delle pelli utilizzate ovviamente.
Rullante, Tom e Cassa: Non sono la stessa cosa
Uno degli errori più grossi è trattare tutta la batteria allo stesso modo. Non funziona.
Il Rullante (Quello che tradisce subito)
Se è accordato male, si sente immediatamente. Io parto da qui:
Sotto (Risonante): deve essere bello tirato per garantire la sensibilità della cordiera.
Sopra (Battente): più libero per ottenere attacco e rimbalzo. Se lo lasci troppo lento suona “moscio”; se lo tiri troppo diventa nervoso e metallico.
I Tom (Qui trovi il tuo suono)
Personalmente mi piacciono abbastanza profondi ma ancora definiti. La cosa fondamentale è che i tom devono funzionare insieme. Se ogni tom suona bene da solo ma non con gli altri, hai sbagliato qualcosa. Ricorda: diametri piccoli = suoni acuti; diametri grandi = suoni gravi.
La risonante come detto e come sostiene John Good, è l’attore principale quando si cerca di modificare la durata, l’attacco ed il timbro. Il modo di accordarla è lo stesso che ti ho mostrato poco fa, quindi facciamo su di essa lo stesso lavoro, con attenzione che tutte le zone vicino al bordo abbiano la stessa intonazione.
Non esiste una tabella che possa prevedere esattamente cosa succederà se variamo la tensione delle due pelli, per quello come ti ho già detto conta la pratica e l’esperienza, ma in linea di massima posso riassumerlo così:
– PELLE RISONANTE (quella sotto) PIÙ LENTA rispetto alla battente: Il suono sarà profondo e corposo.
– PELLE RISONANTE (quella sotto) PIÙ TIRATA rispetto alla battente: Il suono decaderà velocemente.
– PELLI TIRATE CON LA STESSA ACCORDATURA: Il suono sarà regolare, forte e con un normale sustain.
Mi raccomando, non mi stancherò mai di dirlo, questo è uno dei molti metodi, ma la differenza la farà l’esperienza. Provate molte volte, provate con differenti pelli, ma provate sempre utilizzando il vostro orecchio come riferimento principale, solo così potrete imparare.
Il suono varierà anche e soprattutto in funzione del tipo di pelle e del tipo di legno con il quale è stato costruito il fusto.
Clicca QUI per saperne di più sui legni della batteria.
La Cassa (Meno teoria, più sensazione)
Per la cassa dobbiamo fare alcune distinzioni importanti:
Pelle risonante con il foro o senza?
Foro sulla pelle risonante della cassa
Avere il foro o non averlo sono due cose molto differenti ed incide a livello sonoro e di accordatura.
Il foro permette di infilare il microfono nella cassa facilitando il lavoro dei fonici, ma ovviamente tende ad annullare il lavoro della pelle risonante. Il consiglio quindi, se suoni pop/rock è quello di fare un foro ma non troppo grande e di posizionarlo di lato e non al centro della cassa.
Se invece il tuo genere è il jazz, la cassa sarà più piccola ed il foro potrebbe non essere necessario, in quanto avrai bisogno di un suono diverso, senza il classico “punch” del rock.
Quanto deve essere “tirata” la pelle della cassa?
Per avere un suono “grosso” e pieno, usa la pelle battente per regolare l’intonazione e la risonante piuttosto lenta per dare questo effetto bello corposo.
Ovviamente con queste regolazioni il margine di manovra non sarà ampio, ma lavorando un po’ di “fine tuning” potrai avere il suono che cerchi.
Inserendo qualcosa (appositi PAD, coperte, cuscini, ecc…) all’interno della cassa potrai andare a regolare ed a variare di molto il suono. Fai delle prove, metti, togli, ma mi raccomando, non esagerare con la quantità. In studio qualcosa in più è concesso, per quanto riguarda i live io lascerei suonare il fusto.
📊 Tabelle Tecniche di Riferimento
Il segreto del rapporto tra le pelli
Tensione Risonante
Risultato Sonoro
Più lenta della battente
Suono lungo, profondo e corposo.
Più tirata della battente
Suono corto, controllato; decade velocemente.
Uguale alla battente
Suono equilibrato, regolare e con buon sustain.
Accordatura per Genere Musicale
Genere
Tensione
Caratteristiche
Rock
Più bassa
Più corpo e pacca.
Jazz
Più alta
Più apertura e risonanza.
Pop
Nel mezzo
Bilanciato tra attacco e controllo.
Errori comuni da evitare
Errore
Effetto
Soluzione
Ignorare la pelle sotto
Suono sgradevole impossibile da correggere.
Accordala con la stessa cura della battente.
Abuso di nastro/gel
Suono “morto” e senza dinamica.
Accordala bene “nuda” prima di sordinare.
Tiranti sbilanciati
Frequenze fastidiose e “miagolii”.
Pareggia i toni con il metodo del dito indice.
Cercare scorciatoie
Risultati mediocri e instabili.
Non esistono magie: serve pratica.
CONSIGLIO:
Lele Melotti
Inizia e fai tutto il procedimento SENZA niente appoggiato sulla pelle, niente nastro, niente gelatine o cose simili. Una volta che avrai ottenuto una tensione omogenea, cerca la giusta nota e poi successivamente aiutati se necessario con gel o nastro.
Non è un problema farlo, ne una vergogna. Spesso i fusti non sono perfetti e mettere qualcosa aiuta a togliere certe risonanze o frequenze fastidiose in maniera più veloce.
Mi ricordo una chiacchierata che ho avuto con Lele Melotti in cui mi spiegava come in studio adottasse qualsiasi genere di strategia, di nastro, cartoni, qualsiasi cosa per raggiungere il suono che cercava. Lo fanno tutti, puoi farlo anche te.
Certamente non esagerare, lascia sempre che il fusto suoni. Non stoppare troppo il suono.
Come capire se hai fatto un buon lavoro
Non serve un orecchio assoluto (anche se strumenti come il Tune-Bot aiutano). Lo senti quando:
Il tamburo risponde meglio sotto la bacchetta.
Il kit suona “insieme” come un unico strumento.
Non devi “forzare” il suono; semplicemente… funziona.
FAQ – Domande Frequenti
Quanto devo tirare le pelli? Non c’è un valore fisso. Parti da una tensione media e aggiusta in base alla risposta che cerchi.
Serve un accordatore elettronico? Aiuta molto per la precisione in studio, ma non è indispensabile. L’orecchio resta lo strumento migliore.
Ogni quanto devo accordare? Dipende da quanto suoni e dai cambi di temperatura. Controllala spesso, non aspettare che suoni male.
Le batterie economiche si accordano allo stesso modo? In teoria sì, ma fusti e meccaniche meno precisi potrebbero avere dei “vizi”. Segna la posizione originale dei cerchi.
Conclusione
Se farai come ti ho mostrato avrai dei tamburi con la pelle tesa in maniera uniforme e soprattutto le basi per poter iniziare a sperimentare da solo.
Decisamente troppo piena!
Le tecniche per l’accordatura sono diverse, ma l’unica costante in questo mondo di variabili è che devi provare moltissime volte. Devi fare esperienza, non pensare di imparare ad accordare la batteria facendolo una manciata di volte. Prova, sperimenta e fatti la tua idea seguendo queste linee guida che ti ho scritto.
Voglio concludere solamente con qualche consiglio veloce e cioè:
1) La pelle del rullante dovrà essere tirata bene per garantire il rimbalzo delle bacchette.
2) La pelle della cassa dovrà essere poco tirata, ma attenzione che non sia troppo lenta. Per evitare che accada ciò, controlla che vicino ai tiranti non si formino delle pieghe sulla pelle. Se le vedi, è troppo lenta, tirala ancora un po’.
3) Avrai sicuramente visto che qualcuno mette del materiale dentro la cassa e vuoi farlo anche tu. Il materiale in questione (sordine professionali o vecchie coperte) servono per attutire un po’ il suono e non rischiare di sentire armonici (fastidiosi per alcuni). Il consiglio è di non esagerare, non metterne troppe altrimenti il suono sarà troppo sordinato e la cassa emetterà un suono troppo sordo.
Fai delle prove, ma lascia che la cassa suoni, non stopparla troppo.
DRUM DIAL
Hai fatto un giro su internet ed hai trovato i “Drum Tuners” cioè quegli apparecchi (sono dinamometri) che rilevano la tensione della pelle in un determinato punto. Non sta a me dare giudizi sull’effettiva utilità di tali strumenti.
Drum Dial
Personalmente credo che l’orecchio e l’esperienza siano i migliori strumenti per accordare la batteria, anche perché spesso non è sufficiente dare la stessa tensione a ogni tirante, se poi il fusto o le meccaniche non sono molto precisi. Per questo motivo mentre accordi ti dico sempre di suonare con la bacchetta a 2/3 cm dal bordo, per renderti conto con il tuo orecchio se la pelle in quel punto è tirata come in altri punti.
Oramai anche l’elettronica è entrata prepotentemente in questo settore e puoi trovare anche moltissimi accessori tecnologici collegabili con app per aiutarti ad accordare la batteria.
TUNE – BOT
Un esempio tra i più famosi è Tune-Bot della Overtone Labs. L’ho provato personalmente e ne ho parlato in dettaglio in QUESTO POST. Secondo me fa un buon lavoro, quanto meno ti aiuta se proprio accordare la batteria non è per te. Ovviamente ti consiglio di provarlo prima di acquistarlo.
Lo considero un buon accessorio, più che per un batterista (che prima o poi DEVE imparare ad accordare con il proprio orecchio), per uno studio di registrazione. Avere un oggetto del genere potrebbe essere fondamentale quando si presentano batteristi che hanno la batteria scordata e non sanno come fare.
Prova, prova e riprova mille volte. Tira ed allenta, fai tutte le prove del caso e non sarà mai tempo perso. Ogni errore impari qualcosa e non vale solo per gli esercizi, ma anche e soprattutto per l’accordatura della batteria.
A presto.
Fabio.
Socio, l’accordatura della batteria è il “buco nero” di ogni batterista. Tutti ci passano ore, quasi nessuno è mai soddisfatto e su Google le ricerche sono costanti perché i fusti risentono dell’umidità, del cambio di stagione e delle mazzate che gli tiriamo sopra.
Qui l’utente cerca una guida super pratica, snella e che gli tolga l’ansia di dover essere un ingegnere del suono per far suonare bene il proprio kit.
Ecco le FAQ perfette per l’articolo “Accordatura Perfetta: la checklist in 7 punti per un suono professionale” (una delle tue idee forti!), strutturate con i tre cancelletti (###) e ottimizzate per agganciare i Featured Snippet di Google.
❓ FAQ – Domande Frequenti
Ogni quanto tempo bisogna accordare la batteria?
Non esiste una regola fissa, ma in linea di massima dovresti fare un controllo dell’accordatura ogni volta che stai per suonare, soprattutto se è un concerto importente. Ma sono tempistiche molto indicative, dipende dall’usura delle pelli, dalla potenza con cui vengono suonate, dal genere, dalla batteria, ecc…I fusti in legno risentono tantissimo dei cambi di temperatura e umidità della stanza. Inoltre, se sposti la batteria per i live o la carichi in macchina, le vibrazioni allenteranno i tiranti. Un trucco per capire se devi accordare? Se il suono perde attacco e diventa moscio, o se vedi delle pieghe sulla pelle vicino ai bordi.
È più importante accordare la pelle battente o quella risonante?
Sono importanti entrambe, ma fanno due lavori diversi. La pelle battente (quella che colpisci) definisce l’attacco, la sensazione al tatto sotto la bacchetta e l’altezza della nota iniziale. La pelle risonante (quella sotto) gestisce il sustain (quanto dura il suono) e il timbro.
Se vuoi un suono corto e controllato (stile Rock moderno), accorda la risonante un pelo più tesa della battente.
Se vuoi un suono più aperto e jazz, accordale alla stessa identica frequenza.
Come si elimina la fastidiosoa “coda” o gli armonici di troppo dal rullante?
Il rullante ha per natura molti armonici. Prima di impazzire con la chiavetta, prova questi tre step in ordine:
Controlla che la pelle battente sia accordata in modo omogeneo (colpisci a 2 cm da ogni tirante: il suono deve essere identico in tutti i punti).
Tendi bene la pelle risonante inferiore (spesso i fischi dipendono da una risonante troppo molla).
Usa la sordina: se i fischi rimangono, applica un pezzetto di Gel smorzatore (Moongel) o un anello di plastica sul bordo della pelle battente. Bastano pochi centimetri per ripulire il suono senza uccidere la dinamica.
Bisogna accordare i fusti su delle note musicali precise?
Non è obbligatorio, ma ti aiuta tantissimo se cerchi un suono melodico e professionale. Molti batteristi preferiscono accordare per “intervalli” (ad esempio a distanza di quarte o quinte giuste tra un tom e l’altro) in modo che il passaggio da un tamburo all’altro sia musicale e non ci siano note che stonano tra loro. Strumenti come il Tune-Bot (un accordatore elettronico per batteria) ti permettono di misurare la frequenza esatta in Hertz (Hz) vicino a ogni tirante per replicare l’accordatura perfetta ogni volta.
Qual è il segreto per accordare la cassa e avere una bella “botta” profonda?
Il segreto della cassa sta nel trovare la tensione minima indispensabile. Svita completamente tutti i tiranti della pelle battente, poi stringili a mano (senza chiavetta) finché non spariscono le pieghe dalla pelle. A quel punto, dai solo mezzo giro di chiavetta a croce. Vuoi il classico suono punchy da studio? Inserisci all’interno della cassa una piccola coperta o un cuscino specifico che vada a toccare leggermente sia la pelle battente che quella risonante.
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